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Lhasa da Sola

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venerdì 23 luglio 2010

Forse sulla luna a bere un caffè

A voler fare un ritratto pieno e completo di Xisto, come uomo o solo come ragazzo,
proprio non ci si riesce.
E' un abbozzo di un disegno coloratissimo, che mi resta sempre incompleto, da fare due passi indietro con la testa inclinata e cercare di non tenere la bocca storta.
Per me lui è un po' come i libri di Proust, che lascio sempre sul tavolino dopo poche pagine, senza aver assaggiato le Madeleine. E poi, come con i biscotti dell'infanzia, basta una canzone imprevedibile in un momento da riempire, e mi ritrovo sulla strada di Xisto, o meglio,  nel suo appartamento.
 Ecco un altro problema. Non riesco a isolarlo dal contesto per descriverlo come in un'osservazione naturalistica; mi piacerebbe molto poter ridurre Xisto ad un paio di gambe, un carattere indolente, un collo forte, un sorriso dolciastro.
Ma per me non esiste Xisto senza Marìlia accanto.
 O senza qualche altra donna che ha amato o con cui si è rotolato sul letto nelle domeniche mattina, perchè in tutto quel rotolarsi e legarsi alle lenzuola vedo in chiaro i gesti ed i bisogni che ha tutti i giorni, però semplificati, senza complicazioni o impalcature con le tele verdi dei lavori in corso. Perchè nel sesso restituisce quello che prende,
 perchè nell'amore cerca lo specchio per avere chiari i propri contorni o per farsene tracciare altri che possano essere plausibili.
A volte lo immagino correre per strada a chiedere supplichevole ad ogni sconosciuto
E tu come mi vedi? Cosa riconosci nella mia pelle?
E ad ogni risposta corretta sorride e pensa Costui ha risposto bene perchè lo sconosciuto è puro, e se gli mostri  una mela rossa non potrà che dire 'Questa è una mela ed è rossa', così lo stesso con me che sono Xisto e sono come gli appaio.
E ad ogni risposta sbagliata diventa triste e pensa Costui ha risposto male perchè lo sconosciuto è superbo e se gli mostri una mela rossa non potrà che dire 'Questa è una mela ed è rossa', e non poter aggiungere niente del verme dentro o dei suoi magnifici semi, così lo stesso con me che sono Xisto e che sono solamente come gli appaio.
Allora rovescia quello che di buono ha dentro sulla superficie più esterna, senza il minimo desiderio di dipendere dal giudizio di qualcuno, ma con quello di conoscersi attraverso tutti gli occhi, con il gusto di smentire, di dar ragione, di rendere intimo e diverso ogni oggetto o pensiero che passa dalle sue mani.(Affamata indipendenza, il mondo è mio solo se mi passa attraverso, Marìlia oggi ti trascino per i capelli a coda ed il tuo compito è stupirmi).
A volte pensa come sarebbe aprire la finestra della soffitta, sporgersi e cercare il mare.
 Dei suoi semi non sa ancora cosa farne, però ha la presunzione di sapere che vengono dall'albero del genio, e che sarebbe ugualmente bello e poetico sprecarli cercando di diventare l'idea che più gli rassomiglia.
Al mattino infatti, chinato sul lavandino, non si disprezza per non essere un buono studente, un amico costante, un figlio perfetto.
Si disprezza se non è qualcosa di meglio.
Disprezza quello che sta dietro all'essere un buono studente se non sai come non essere un buono studente.
Disprezza il movimento interno, la sterilità, il conformismo delle mele rosse. Dicono che passi diventando una mela rossa, lui lo sa con chiarezza e non smette di cercare.
E in questo subisce il fascino delle cose incomplete, che un giorno potrebbero riuscirgli migliori. Oggi solo disegni informi, scritti che si esauriscono in una decine di righe, due o tre maestri e solo se non l'hanno mai deluso. Di questo non si vergogna.
Ha dato i suoi difetti a Marilìa, spalmati su un piatto piano,
 e li ha coperti di aceto balsamico.

1 commento:

  1. Credo mi sia arrivata una mail che aspettavo da tanto tempo... Ma mi sento arrogante anche solo a pensare che un po' di cenere non sia stata portata via dal vento... Ma se mi sono ridotto in cenere perchè non torno a vivere....

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