Lhasa da Sola

I-pod in fondo alla pagina.





Visualizzazione post con etichetta Ho trovato una cosa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ho trovato una cosa. Mostra tutti i post

venerdì 2 dicembre 2011

Una storia.

Desidero avere 12 strati di foglie sotto agli stivali.

Tu che non hai mai raccolto ossi di seppia,
non mi parlare neanche.

mercoledì 22 giugno 2011

Laura magistrale.

C'era una mia amica che ogni tanto ci penso
e mi dico eppure non l'ho più sentita Laura.

Laura eravamo così amiche,
eppure un giorno devo risentirla Laura.
E mi torna in mente Laura e com'ero io con lei,
con gli occhialetti tondi che abbiamo fatto le medie.
Soprattutto ho due ricordi di Laura,
anche se siamo state amiche per otto anni,
due ricordi che ogni volta che ci penso mi dico
eppure Laura un giorno dobbiamo risentirci.

lunedì 20 giugno 2011

e-brezza

Mici, mici,mici,mici.
Mici micimicimicimici.

La nonna diceva Micimici
e intanto sbatteva il cucchiaio sulla ciotola.
Ecco,
io ho creduto per un sacco di tempo
che fosse un richiamo universale
e che a dire
micimicimicimici
arrivasse a strusciarsi sulle caviglie
qualsiasi gatto,
anche il più malfidente.

Come i topi col flauto,
solo che essendoci i gatti
di topi proprio non se ne vedevano.

giovedì 19 maggio 2011

Dreadlock at me

Elisabetta, per un periodo ho avuto un dread piccolo e storto.
Era uno, accampato dietro all'orecchio sinistro.
Lo sistemavo con un ago da uncinetto,
aveva un nome proprio e teneva anche compagnia,
soprattutto nelle sere in cui sei da sola
in un posto dove gli altri stanno insieme.
Poi l'ho tagliato, insieme ad un sacco di altri capelli,
ed è finito in uno scatolone, insieme alle lettere
e ad un origami verde a forma di fiore.

Adesso che ti volti e giri gli angoli,
mi saluta il tuo piccolo dread sottile e dritto
come un orecchino che porti a sinistra
e mi chiedi se mi piace
che ha un nome proprio
e ci tiene compagnia.

lunedì 16 maggio 2011

Le tali

Sabato sera sono scivolata piano alla Mela.
Da sola, con un vestito che serviva proprio a scivolare.
Mi sono seduta sulla mia sedia preferita ed ho ascoltato i Saluti da Saturno.
Per tutte le note ho guardato alla mia destra o davanti a me, pochissimo alla mia sinistra.
C'era gente felice, ci si poteva emozionare,
c'era un cane che abbaiava dolce.
E mi sono anche chiesta se siamo proprio tutti fatti male,
che sentiamo la distanza fisica e il vestito sbagliato.
Poi sono tornata a casa, e sul ponte c'era quell'odore di magnolia,
quello che mi riporta indietro ogni volta,
che ogni volta pedalo più lenta
che è una cosa intima e quasi dell'infanzia,
ogni volta,
già dalla prima.

giovedì 12 maggio 2011

Lapilli

Ho sognato una enorme pastiglia grigia,
una enorme pillola da portare dietro
per dire alle persone
Ecco, solo se la ingoi scoprirai davvero chi sono,
il mio me stesso medesimo personalissimo interiore.

Non so se qualcuno c'abbia provato,
non so che gusto grigio avesse,
di certo era
una cosa difficile
da mandare giù.

martedì 26 aprile 2011

Docc

In piscina ci son due ragazze che quando fanno la doccia
sembra un film muto
che ti mancano le parole.

lunedì 21 marzo 2011

Col sudoku della fronte

Proprio il giorno prima
del terremotomare nucleare,
la commessa Feltrinelli indispettita
recuperava la Lonely Planet
del Giappone che volevo
dal magazzino.

Poi ho trovato un libretto carino
sulle abitudine nipponiche,
tutta colpa di Norwegian Wood,
ed ho chiesto il prezzo,
che ci sarei andata ad ogni costo
preparatissima,
futon tatami Aiko.

E con quella voce da speaker,
radio attività.

venerdì 11 marzo 2011

Espressioni algebriche

A volte vorrei chiederlo
alle persone che incontro sul tram,
ma quell'espressione lì
dove l'hai imparata?
E' recente, o già dalle elementari?

giovedì 6 gennaio 2011

Rinculo

- "Sai cosa si rischia utilizzando il rancuore?"

- " ... "

- "Ecco, quello."

sabato 18 dicembre 2010

Guitar Hero

Quando ero piccola ed ero in viaggio
verso il mare
con i miei genitori chiedevo a mio padre
di suonare il clacson

dicendo Papà fai pii pii?
E lui Ma come qui davanti a tutti?
E mia madre Ce' ma quanto sì scemo.

Ieri invece mi hanno regalato una chitarra.

martedì 7 dicembre 2010

Zazzera

E poi un solo tatuaggio, o una maglietta fa lo stesso,
con su scritto

Moi,  Je mange avec le mains.

venerdì 3 dicembre 2010

L'ora di te

Martedì alla tea room ho capito che la mia liberazione
dalle cose e dalle persone è la rabbia.
Una rabbia sordaciecamuta.
Non dico sia una cosa corretta, ma ho ammesso di funzionare così.
L'ho capito, poi ho pagato il conto ed ho visto sul bancone
uno schizzo fatto di disegni geometrici e non,
i classici disegnini che fai quando sei al telefono.
Ho chiesto al gestore della tea room se potevo portare con me quei ghiribizzi,
come ricordo della serata e della sua soluzione.
Mi ha risposto di no, il disegno è incompleto,
dice.

giovedì 4 novembre 2010

Partigianato locale

Forse il metro per giudicare l'importanza di una storia
d'amore
è quello di carta che puoi prendere all'Ikea,
insieme alle matitine che non scrivono
e a un comodo divano letto,

per quando arrivano gli ospiti.

giovedì 28 ottobre 2010

Waiting for God(ot)

Una delle poche cose che riesco a sentire (udire, ascoltare?)
senza vederla
è una testa che fa cenno di no.
Ma dico,
anche nel buio o nella distanza.

domenica 24 ottobre 2010

Contrasti a termine

Di tornare a casa in questo periodo, non lo facevo almeno da 5 anni.
Negli altri periodi sì,
io torno sempre,  ma in questo mai.
E per cinque anni mi sono persa
la puzza dell'olio di sansa,
che a Padova non l'ho mai sentito, anche se le olive credo vengano spremute anche lì.
Dico puzza, ma è odore
di quelli disgustosti che però ti metti a cercarli,
dici che schifo e poi ti metti a cercarli,
che odorarlo stamattina mi ha fatto male in un punto oscuro e lontano
tra lo stomaco e i polmoni,
e sapeva di scuole medie, di capelli a caschetto, di terra umida che respira.
Dovevo tornare a casa il 23 ottobre per sentire il profumo di sansa
che a dicembre non c'è più e in estate meno che meno che meno.

Poi si legge sanza , ma io di questo non so dire altro.

mercoledì 13 ottobre 2010

Eramente

Ho i ricordi fraccati stretti
dentro ad una scatola di cartone,
con disegnati fuori dei colorati
mickeymouse anni'30.

Potrebbe essere una splendida metafora,
invece è tutto ero.

sabato 18 settembre 2010

Passaggi

Anche se scendo dal treno,
sono ancora passeggero in questa strada.
Passeggero
è una parola colma.

lunedì 13 settembre 2010

Un ottico

Bee ha comprato degli occhiali da sole nuovi,
ma vecchi vecchi.
E se li indossa al mattino,appena sveglia,
vede in replay quel modo lì che hai tu,
quel modo lì.
Quel modo tuo di rimanere nelle stanze.
Che il tuo modo di toccarti i capelli così, in mezzo alla gente, dimmi
chi te lo ha insegnato?
Il tuo modo di toccarti i capelli che accarezzi piano il collo,dimmi,
lo hai mai provato davanti allo specchio?
E il tuo modo lì, quello di entrare in scena con l'occhio di bue che si accende
e il tempo banale e immobile, dimmi,
l'occhio di bue, dillo a Bee.

E Bee la mattina ti pensa come una cosa che non c'è
quel modo in cui ti vesti mentre Bee è nuda,
quel modo lì che sale dalla pancia
e poi le esplode in testa,
   (che la mattina sali da sotto
     che la sera  scendi da sopra)
quel modo lì proprio dovrei rivestirlo,
mettergli un papillon
e presentarlo a Bee.