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Lhasa da Sola

I-pod in fondo alla pagina.





martedì 29 marzo 2011

Siamo Stati Uniti

Elisa si tocca a pancia in giù
con la cuffietta dell'ipod
nell'orecchio sinistro
(chè il destro è schiacciato
forte contro il cuscino).
Ha poche fantasie, sempre le stesse,
sicure, affidabili,
fedeli e bagnate.

(E toccarsi a pancia in giù le è rimasto
da quand'era bambina.)

La musica un po' la distrae
però ci mette poco a venire,
e riderideride
che i Beatles intonano
Come Together.

lunedì 21 marzo 2011

Col sudoku della fronte

Proprio il giorno prima
del terremotomare nucleare,
la commessa Feltrinelli indispettita
recuperava la Lonely Planet
del Giappone che volevo
dal magazzino.

Poi ho trovato un libretto carino
sulle abitudine nipponiche,
tutta colpa di Norwegian Wood,
ed ho chiesto il prezzo,
che ci sarei andata ad ogni costo
preparatissima,
futon tatami Aiko.

E con quella voce da speaker,
radio attività.

venerdì 18 marzo 2011

Amalgama

Saperle usare queste mani, per fare i vasi
o le cassapanche o le librerie.
Ci ascolterei sopra Gazzè,
ci suonerei sopra una cosa senza ritmo,
ma la canterei bene, bene con le mani.

Saperle usare queste mani,
per fare tavole complete,
con le ombre e la prospettiva.
Saperle usare,
per lavorare in una malga,
con il formaggio la cucina le mucche
e spalare degli altri.

venerdì 11 marzo 2011

Espressioni algebriche

A volte vorrei chiederlo
alle persone che incontro sul tram,
ma quell'espressione lì
dove l'hai imparata?
E' recente, o già dalle elementari?

domenica 6 marzo 2011

Immargini

Rebecca disegna un posto immaginario,
dove vivere e lavorare.
Un caffè letterario magari,
in una piccola chiesa sconsacrata
con il pavimento in maiolica.

Chè in un posto immaginato
ci si vede forti e chiari.

T'immagini.

martedì 1 marzo 2011

Transgendarmi

Ti ho sognato diverso, un po' posseduto,
un po' annerito.
Zoppo, vecchio e spietato,
parlavi per frasi brevi, gli occhi gravi.
Ti appoggiavi ad un treppiedi
(il treppiedi mi spaventava moltissimo)
ed ogni passo mosso tradiva la sufficenza
che mi riservavi.

Eri duro e solido,
ed ho pensato che ti avrei amato anche così,
che mi veniva dalla pancia questa dedizione
della fine.
Allora ti ho chiesto di prendermi e farmi l'amore,
mi hai rovesciato la testa a lato
e mi sono innamorata della tua mano adulta e ferma.

Io ti amo per il tuo nome,
anche se diventasse spietato e zoppo,
io ti amo per quella elle
incastrata tra due i,
ili, che
sembra un uomo
in mezzo ai gendarmi.