Lhasa da Sola

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venerdì 20 maggio 2011

Plasticità

Se mai mi capiterà di morire, tutto di me sarà morto.
Se mai capitasse, dico.
Avrò lo smalto morto, i capelli morti, la mano morta ed il viso smorto.
Non avrò desiderio e prurito, o forse sì
e non saprò come grattarmi perchè avrò i muscoli rigorosamente morti.

La plastica invece mi sopravviverà per centinaia di anni.
Sarà ancora vivo il cestino con cui faccio la spesa,
il sacchetto dell'immondizia, la barbie nera
e la ciotolina gialla che tenevo in mano da piccola
se mi veniva da vomitare in auto
nella strada per il mare.

Sul fondo della ciotolina gialla c'era
gatto silvestro,
che io adesso quando lo vedo
mi viene il mal d'auto uguale.

lunedì 21 marzo 2011

Col sudoku della fronte

Proprio il giorno prima
del terremotomare nucleare,
la commessa Feltrinelli indispettita
recuperava la Lonely Planet
del Giappone che volevo
dal magazzino.

Poi ho trovato un libretto carino
sulle abitudine nipponiche,
tutta colpa di Norwegian Wood,
ed ho chiesto il prezzo,
che ci sarei andata ad ogni costo
preparatissima,
futon tatami Aiko.

E con quella voce da speaker,
radio attività.

venerdì 18 marzo 2011

Amalgama

Saperle usare queste mani, per fare i vasi
o le cassapanche o le librerie.
Ci ascolterei sopra Gazzè,
ci suonerei sopra una cosa senza ritmo,
ma la canterei bene, bene con le mani.

Saperle usare queste mani,
per fare tavole complete,
con le ombre e la prospettiva.
Saperle usare,
per lavorare in una malga,
con il formaggio la cucina le mucche
e spalare degli altri.

giovedì 6 gennaio 2011

Rinculo

- "Sai cosa si rischia utilizzando il rancuore?"

- " ... "

- "Ecco, quello."

venerdì 31 dicembre 2010

Padre, ho piccato.

Duemilaeùn due tre.

Confesso a Dio Onnipotente che per quest'anno
o pere, o missioni.
Per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
O no?


Happy New Here.

mercoledì 22 dicembre 2010

Trailer di Capodanno

Non ci facciamo mancare nulla.
Una storia con un uomo sposato, cambiare continente,
la parola negra, occupare la stazione.

Non ci faremo mancare niente,
cadute in bici, timberland
e un cappotto verde usato da Blasco.

'E neanche se ti pagano,
ma tanto non ti pagano.'

Noi non ci facciamo mancare nulla,
neanche noi quelle più insospettabili.

giovedì 25 novembre 2010

Di buon Grad

Con i proiettili della guerra,
adesso ci fanno le penne per scrivere,
dice la guida.

Ma sono ricordi per turisti,
io mi ricordo ogni giorno.

giovedì 9 settembre 2010

Letto pericolante

'Non lasciarti andare,
fallo per lei,
fallo per cosa ti pare


fallo perché
i giornalisti del giornale locale
scrivono

i giornalisti del giornale locale
scrivono

i giornalisti del giornale locale
scrivono

male.'

venerdì 18 giugno 2010

Il lunedì del venerdì.

Stamattina mi son svegliata che era ancora ieri sera,
o ieri pomeriggio, o qualche giorno fa.
Brunori mi guarda dritto
di cosa vuoi che scriva di cosa vuoi che canti?
Di quanto grande è amare
quando non sai nuotare.

giovedì 17 giugno 2010

La me morìa

Sul tram c'è un uomo sudato e brizzolato che sembra ubriaco.
Si regge con entrambe le mani al cappio
ed ho paura che mi caschi addosso senza fragore, che oggi profumo.
Poi si gira di schiena, e nella tasca sinistra dei jeans
ha una copia sudata e brizzolata delle mie puttane tristi.
Ed è la copia che Luca ha comprato in Corsica,
che io ho prestato a Damiano,
che han rubato a Damiano insieme alla tracolla e
all'Amante della Duras.

Io non lo so, ma lo so che è quella copia lì,
e mi sembra tutto meno stupido al ritorno,
e mi sembra stupido che si torni di nuovo.

mercoledì 9 giugno 2010

Intravista

A vedermi di notte, sono sdraiata sempre sul fianco destro.

Prima di spegnere la luce, schiaccio il naso contro il poster che ho davanti, tutto bianco, tutto rosso, tutto aranciò.
Era appeso alto, in camera di Michele, poi lui si è sposato, la camera adolescenzialmente sua è diventata sala da pranzo, ed il poster è passato, basso, a me.
Ed io in questa locandina mi immagino la domenica pomeriggio,
non la ricordo mai, la ricordo sempre.
Con quei culi di elefanti, di donne, e Fellini che riprende.

Io, il film proprio non voglio vederlo.

giovedì 20 maggio 2010

giovedì 6 maggio 2010

Mai-o

Ma io, se mi si dicesse
domani ricominciamo da capo, no grazie.
Ma anche le cose belle, a riviverle, grazie tante, no.
Anche quando Padova profumava pesante, anche la luce gialla del centro,
il cancello l'argine la bici l'aereo
anche i presepi e la panna fresca da masticare,
anche tutte quelle cose che ti ricordi con piacere,
le cose piccole ancora di più,
si conficcano a spilloni in un punto oscurissimo dello stomaco.

E il ritorno delle stagioni,
una bambolina voodoo.

martedì 27 aprile 2010

Orientativamento

Da qualche mese a questa parte, mia madre ha cominciato a mettere dentro alla cassapanca quella che sarà la mia dote matrimoniale, che per adesso consiste in un piumino quattro stagioni, duedidue accappatoi con set di tovaglie da bagno (anche quelle picoline per il bidè), un set di tovaglie e tovaglioli damascati, le lenzuola matrimoniali, e quel gran pezzo di figliola ballerella coi capelli corti e la rosa in testa che sarei io.
Però io ho il permesso di girare fuori dalla cassapanca, il resto della roba rigorosamente dentro.
Mi ha anche portato in un negozio chiamato Corredissimo, dove commessi corredissimi cercavano di capire se preferivo il felpato o il translucido, insomma qual è il mio orientamento.
Etero, ne sono certa.

lunedì 26 aprile 2010

Aprile la porta.

Clementine, tutto è invaso da una luce buona e lieve al contatto.
I capelli rimangono lisci, la pelle è morbida.
Sono sazia,vedi?
Ho le labbra di chi ha appena bevuto.
I piedi lasciano piccole orme, il cane riconosce ancora il mio odore.
Sono silente come chi ha dimenticato.
Ancora nuda come un sasso nudo.
La gioia dura e limpida della pazza smemorabile.

giovedì 8 aprile 2010

Il copione

Tommaso,
senza fantasia,
ci ha già scritto le battute,
da una storia in carta carbone.

E così,
mi ha deciso un sorriso.
Così
si è deciso
che vada.

giovedì 18 marzo 2010

Fammi veder la fede.

Non riesco a credere che il tempo passi.
A intervalli uguali, con improvvise accelerazioni, e poi paralisi ed immobilità.
Eppure ne ho le prove tangibili nelle cosce, negli amici che convolano, negli studenti del primo anno che puzzano di ormone della crescita. Ma non solo.
Dicono sia la percezione personale.
Dicono, dicono, tutto gira in tondo, che il futuro non c'è come l'isola che poi c'era, che il presente è l'importante, che ci sono le clessidre e gli elastici che ti fanno tornare al tuo posto nella tua terra, che tanto terra torni, che tutti giù per terra.
Mina ci consiglia attraverso il marketing familiare di mettere radici. Lo fa con un accento acuto sulla prima parola importante.
La Faaaamigliaaa, radicilibertà.
 La mia immobilità feroce, precoce, capace e rapace si chiede se non stia correndo un po' troppo.
L'azione potrebbe ridursi a una lunga serie delle cose che potrei ma non posso.
Perchè non posso? Perchè potrei.
Posso? No, perchè avrei potuto.
Una lista di possibilità da condividere con chi. (Without)

Vista da fuori, che da dentro è difficilissimo.

venerdì 19 febbraio 2010

L'interruttore.

Separati dal tavolo bianco di un'aula studio, io e Vasco siamo ripassanti e bisbiglianti a un'ora scarsa dai nostri rispettivi esami.

"E lui come l'ha fatto?"
"Si è scocciato dentro l'auto, con il gas lento e veloce."

"E lui come ha deciso di farlo?"
"L'abbiamo trovato impiccato."

"E tu come hai fatto?"
"Ho fatto che non è mai successo."

"E tu come hai fatto?"
"Ho fatto che a volte arriva, ritorna, e non posso fare finta che non sia successo."

"Ma secondo te perchè si fa?"
"Perchè gli han rubato la differenza tra farlo e non farlo."