Lhasa da Sola

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giovedì 4 agosto 2011

Come i piccioni, o i cattolici.

Mi importa davvero poco di crescere. O che qualcuno mi insegni delle cose interessanti e vendibili.
Che mi parli delle sue, di cose. Non me ne importa nulla, davvero.

Mi importa guardare in silenzio Manhattan, con lui, con lei,
non importa neanche il sesso,
importa che sia un riflesso.
Un riflesso vivo, autonomo, certo. Non è più questione di vanità.
Ci sarebbero i tempi giusti, nessun fastidio
per una posizione sgradevole,
prurito o dubbio.

Come una che non ha bisogno,
voglio stare come una che non insegna niente,
perchè quando insegni diventa tutto sporco e teso,
difendere confini, fare passaporti.

mercoledì 1 giugno 2011

venerdì 7 maggio 2010

La donna oggetto

Lunedì, questo lunedì, a teatro porteremo un oggetto
che abbia per noi un valore affettivo e un ricordo legato allo stesso.
Un ricordo d'infanzia per la precisione, che i ricordi troppo freschi
metterebbero in gioco emozioni freschefresche,
ed il maestro di teatro, che chiameremo Maldirazzi,
non sa che farsene di tutto questo frescume.
Il mio oggetto è un libro, ma non mi dire, il libro Cuore, proprio quello di De Amicis.
Io lo piazzerò sulla testa e camminerò,
mentre un barbone, per 73 minuti ripeterà che Jesus blood never failed me yet.
Lui lo farà per 73 minuti, io mi fermerei prima
se Maldirazzi è in accordo.

mercoledì 21 aprile 2010

Ecco, questo è un moscone sul fiore.

Ci sono quelli che la prima cosa che fanno la mattina è mettere la sveglia per il giorno dopo.

Quelli che ti vengono a chiedere se hai la cipolla in casa e vanno via con due uova. Quelli che quando girano le cicche, lasciano il  tabacco tutto intorno. Quelli che non sanno pulire bene le tazzine del caffè.
Quelli che sudano profumato.
Quelli che ti lasciano fiori sul motorino per dei mesi,
e poi non lo fanno più.
Ogni pomeriggio, fuori dall'università, trovavi un fiore giallo sul grigio di febbraio, dello scooter, delle tue mani. Ed è quello il gesto eclatante,
non che per dei mesi abbiano speso dei soldi, che si siano chinati su un campo, che abbiano immaginato la faccia di Francesca quando vedrà il fiore sul manubrio, che siano passati alla stessa ora, nello stesso posto, compiendo lo stesso movimento.
Cosa c'è quest'oggi che si muove piano, appena sopra l'erba?

Francesca non ha ricevuto il suo fiore ed è un cambiamento. Uno dei due starà meglio.
(Il fiore poi, come si sentirà? Che era diverso ogni giorno, ma poi era lo stesso).
Francesca sposta il piede, fa perno per spostare il motorino, e si accorge di camminare su un marciapiede pieno di margheritone gialle, disegnate tutte intorno al suo scarabeo. Sorride appena, di osservare osserva, guarda la Marghe e anche la Marghe osserva. E poi insieme osservano che neanche un bambino imbrattava così in lungo/largo.
(Quante cose ci regala la possibilità di contemplare delle margherite gialle insieme ad una ragazza che sia chiama Margherita, con una felpa azzurra piena di piccoli funghetti rossi.)

Ci sono quelli che si ricordano i testi a memoria ma non la melodia. Quelli che hanno una scusa per difendersi, sempre. Quelli che non spengono la radio e non sanno che correre con la radio nelle orecchie non è niente, è un gesto costruito. Ci sono quelli che saltano il tempo. Che hanno le mani sudate eppure sono bellissimi.

Ci sono quelli che non mollano mai,
ci sono quelli che non mollano più.

giovedì 15 aprile 2010

Rimbalzo

Da uno spettacolo teatrale che forse non esiste
e che han rappresentato la scorsa settimana ai Carichi Sospesi.
LuiLei giocano a ping pong,

Lui. O mi dai,
la pallina,
o mi dai,

la figa.

Lei. ...
...

Lui. ...

Lei. Pallina.

In tutto questo,
sguardi eloquenti e
tensione tesissima.

giovedì 8 aprile 2010

Il copione

Tommaso,
senza fantasia,
ci ha già scritto le battute,
da una storia in carta carbone.

E così,
mi ha deciso un sorriso.
Così
si è deciso
che vada.

mercoledì 24 marzo 2010

Lègami

Il corsobase di teatrobase ci sta regalando minuti ininterrotti di Nick Cave in ascoltobase.
Il teacherguru  schiaccia plei, 
No More Shall We Part dalla n.3 si spalma come sottofondo ad esercizi lenti di avvicinamento, percezione delle auree aure altrui.
E allora mentre cerco di capire dove finisca io e inizi un altro,
o dove inizi un altro senza che finisca io,
ripeto la litania scioglilingua esorcismo
twenty pretty girls to carry them down twenty deep holes to bury them in.
Io ho preso Beatrice alle spalle ed ho succhiato l'odore dei suoi capelli fino ad invaderla.
Laura ha schiacciato la sua fronte sulla mia ed il tutto, per il teacherguru, è durato troppo poco.

Che dobbiamo trovare un tempo consono,
Che se sono aggrappata a qualcuno
sono,con.

giovedì 18 marzo 2010

Walter e il mago

Biagio è nato in provincia di Agrigento. Il suo paese si trova sul mare e la cosa bella è che lì c'è ancora la falconeria.
Il suo compleanno cade in Marzo, ma poi si rialza e si passa le mani sulle ginocchia.
Durante gli spettacoli indossa dei pantaloni neri da mimo che fasciano la gambe magrissime. Fa il prestigiatore nelle piazze di Verona e  lancia coltelli ,mangia una fiamma, lascia cadere qualcosa mentre lo stereo ripete in loop il Valzer d'Amelie e i bambini gli guardano i baffetti.
A lezione è vestito come gli altri.
C'è qualcosa di sbilanciato nel suo corpo.
La sera parla a voce alta di un provino superato ed offre da bere alla ragazze con i capelli rossi e corti.
E' volgare come gli altri .
E' onesto come Mattia che si paga l'ultima grappa della serata con un gioco di carte che piace tanto ad Ayame.
E' il mago della grappa questa sera, e si è studiato tanto in questi anni per assomigliarsi.