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Lhasa da Sola

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giovedì 4 agosto 2011

Come i piccioni, o i cattolici.

Mi importa davvero poco di crescere. O che qualcuno mi insegni delle cose interessanti e vendibili.
Che mi parli delle sue, di cose. Non me ne importa nulla, davvero.

Mi importa guardare in silenzio Manhattan, con lui, con lei,
non importa neanche il sesso,
importa che sia un riflesso.
Un riflesso vivo, autonomo, certo. Non è più questione di vanità.
Ci sarebbero i tempi giusti, nessun fastidio
per una posizione sgradevole,
prurito o dubbio.

Come una che non ha bisogno,
voglio stare come una che non insegna niente,
perchè quando insegni diventa tutto sporco e teso,
difendere confini, fare passaporti.

La curiosità di una scoperta si guasta
più in fretta del mascarpone in agosto.
Se insegni, se passi a qualcuno la tua nota sulla lingua,
insegui lo stupore,dico.

Io voglio tenere i piedi alti su un divano,
dire solo 'rhapsodie', e saremmo entusiasti
del momento perfetto in cui cresce la musica,
succede all'inizio del film, ed esplodono i fuochi d'artificio.
Che dei fuochi d'artificio così belli,
in un film in bianco e nero.
Sarebbe una scena finale, e invece sta all'inizio.
Dei fuochi d'artificio così belli, in un film bianco e nero.

Non sarebbe amore, sarebbe un pomeriggio.
Sarebbe io ti conosco,
perchè non ci siamo mai sconosciuti.

2 commenti:

  1. Ieri ho video-chattato con un'amica a New York per la prima volta in vita mia.

    Ieri mi è stato sconsigliato di mangiare un dolce che avevo in frigo da un tot, motivazione: "c'ha il mascarpone dentro, sicuramente non è più buono".

    Ora, saranno anche coincidenze ma tu a volte mi spaventi. Con due T.

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  2. Al massimo saranno circoincidenze.

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