Lhasa da Sola

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sabato 6 agosto 2011

Piantina

Continuo a dimenticare la mia terra.

E poi, quando scorre sul finestrino,
come in quei treni che non fanno ritorno
ed ogni scena e luce muore e non più,
torna in mente come un'offesa,
come quei sogni che dimentichi
e poi li risogni e poi li dimentichi,
ma tornano in tondo.

La mia terra è un sogno concentrico,
la mia terra si pianta tra le piante.

lunedì 20 giugno 2011

e-brezza

Mici, mici,mici,mici.
Mici micimicimicimici.

La nonna diceva Micimici
e intanto sbatteva il cucchiaio sulla ciotola.
Ecco,
io ho creduto per un sacco di tempo
che fosse un richiamo universale
e che a dire
micimicimicimici
arrivasse a strusciarsi sulle caviglie
qualsiasi gatto,
anche il più malfidente.

Come i topi col flauto,
solo che essendoci i gatti
di topi proprio non se ne vedevano.

venerdì 20 maggio 2011

Plasticità

Se mai mi capiterà di morire, tutto di me sarà morto.
Se mai capitasse, dico.
Avrò lo smalto morto, i capelli morti, la mano morta ed il viso smorto.
Non avrò desiderio e prurito, o forse sì
e non saprò come grattarmi perchè avrò i muscoli rigorosamente morti.

La plastica invece mi sopravviverà per centinaia di anni.
Sarà ancora vivo il cestino con cui faccio la spesa,
il sacchetto dell'immondizia, la barbie nera
e la ciotolina gialla che tenevo in mano da piccola
se mi veniva da vomitare in auto
nella strada per il mare.

Sul fondo della ciotolina gialla c'era
gatto silvestro,
che io adesso quando lo vedo
mi viene il mal d'auto uguale.

domenica 20 febbraio 2011

A naso

Io quando non sapevo le cose sessuali,
le chiedevo a mia cugina Gabriella,
che è più grande di me e le cose le spiegava
in modo pratico, senza giri e raggiri di parole.
E allora il sadomaso,
che proprio non capivo cosa potesse significare quella parola.
E lei mi ha stretto e torto il naso quasi fino a farlo sanguinare,
 poi mi ha chiesto:
'Ti è piaciuto?'
Beh, certo che no.
'E allora non ti piace il sadonaso.'

venerdì 28 gennaio 2011

mercoledì 29 dicembre 2010

400colpi

Di mattina,
ha trovato spalancato il balcone che si affaccia su Via Umberto.
Ha sentito entrare l'odore tondo di Catania,
odore del sole che batte sulla pietra lavica, le polveri sottili,
il pesce del giorno prima, la fiera è vicina.

Annalese ha riaccostato le ante,
si è vestita male ed ha preso il 429.
Tutti gli autobus che iniziano per 4 portano alla stazione,
tranne il 408, lui gira su se stesso.

sabato 25 dicembre 2010

Occupazioni

Mio padre se è in bagno,
e tu bussi toc toc, ti dice
che è preoccupato.

sabato 18 dicembre 2010

Guitar Hero

Quando ero piccola ed ero in viaggio
verso il mare
con i miei genitori chiedevo a mio padre
di suonare il clacson

dicendo Papà fai pii pii?
E lui Ma come qui davanti a tutti?
E mia madre Ce' ma quanto sì scemo.

Ieri invece mi hanno regalato una chitarra.

domenica 24 ottobre 2010

Contrasti a termine

Di tornare a casa in questo periodo, non lo facevo almeno da 5 anni.
Negli altri periodi sì,
io torno sempre,  ma in questo mai.
E per cinque anni mi sono persa
la puzza dell'olio di sansa,
che a Padova non l'ho mai sentito, anche se le olive credo vengano spremute anche lì.
Dico puzza, ma è odore
di quelli disgustosti che però ti metti a cercarli,
dici che schifo e poi ti metti a cercarli,
che odorarlo stamattina mi ha fatto male in un punto oscuro e lontano
tra lo stomaco e i polmoni,
e sapeva di scuole medie, di capelli a caschetto, di terra umida che respira.
Dovevo tornare a casa il 23 ottobre per sentire il profumo di sansa
che a dicembre non c'è più e in estate meno che meno che meno.

Poi si legge sanza , ma io di questo non so dire altro.

sabato 28 agosto 2010

A Cochabamba me voy

Da poco pochissimo ho
da poco pochissimo abbiamo
una gatta che
da poco pochissimo si chiama Bolivia.
Olivia o Livia o Via.

domenica 25 luglio 2010

Chill Out

Le cose che mi circondano,
il circondario,
iluoghiglioggetti,
quando sono a casa mi sembrano più vere.
La siepe del rosmarino, il cemento,
la luce della città vicina, i lucciconi.
Come se qui ci fosse la realtà,
e a Padova, invece, movimenti allucinati
dentro un lounge bar bianco di plastica.
(Come quando da bambino stavi morendo di sonno
e camminavi verso il letto, e nel mezzo solo stranezze).

E, bada bene, io-Padova.
AmoreAmore.

giovedì 22 luglio 2010

Bellepoque

La nonna di Nora ci guarda
e tra il compiaciuto ed il retorico
osserva che
è proprio un'altra epica.

martedì 20 luglio 2010

La differenza sta

In questa casa non è mai stata cambiata la disposizione dei mobili.
Gli oggetti hanno le stesse ombre da venticinque anni.
Non sembrano dispiaciuti.

      ( Riveliamo però sottovoce che di norma, sì,
si notarono pieghe nel tappeto,
vasi  in bilico, bottiglie inclinate nel piano bar.
       Trattasi di
Ansia di conoscere lo schianto e il pavimento?
Piccole scosse verso un nuovissimo raggio di sole trasversale?
Terre_moto di ribellione?
Passaggio transizionale da oggetto di uso comune a coccio artistico 
peggio, a materia prima per la differenziata?

      E ancora, è necessario rompersi per differenziarsi? )

lunedì 19 luglio 2010

Spioncino

Certe volte ci si siede insieme in balcone, a guardare il mare della mattina, a bere il caffè caldo amaro.  E' un momento muto ed esclusivo, anche mia madre entra in casa per non essere di troppo.
Un rituale silenzioso, di gesti piccoli ed indentici, perchè non vadano persi.
Al tramonto invece mi porta sugli scogli,  per vedere come si raccoglie il sale nelle pozze asciutte, per annusare il mare morto delle alghe secche. Sulla spiaggia scavare piccole buche e raccogliere vermi marroni.
Qualche foto controluce a trascinarmi distratta, che mi vede dentro e non mi conosce ancora.
Per questo, se mi guarda dritta negli occhi, il mio sguardo è obliquo e di superficie.
Per questo, a guardarmi negli occhi, lo fa con l'obiettivo.

martedì 27 aprile 2010

Orientativamento

Da qualche mese a questa parte, mia madre ha cominciato a mettere dentro alla cassapanca quella che sarà la mia dote matrimoniale, che per adesso consiste in un piumino quattro stagioni, duedidue accappatoi con set di tovaglie da bagno (anche quelle picoline per il bidè), un set di tovaglie e tovaglioli damascati, le lenzuola matrimoniali, e quel gran pezzo di figliola ballerella coi capelli corti e la rosa in testa che sarei io.
Però io ho il permesso di girare fuori dalla cassapanca, il resto della roba rigorosamente dentro.
Mi ha anche portato in un negozio chiamato Corredissimo, dove commessi corredissimi cercavano di capire se preferivo il felpato o il translucido, insomma qual è il mio orientamento.
Etero, ne sono certa.