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Lhasa da Sola

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domenica 25 luglio 2010

Chill Out

Le cose che mi circondano,
il circondario,
iluoghiglioggetti,
quando sono a casa mi sembrano più vere.
La siepe del rosmarino, il cemento,
la luce della città vicina, i lucciconi.
Come se qui ci fosse la realtà,
e a Padova, invece, movimenti allucinati
dentro un lounge bar bianco di plastica.
(Come quando da bambino stavi morendo di sonno
e camminavi verso il letto, e nel mezzo solo stranezze).

E, bada bene, io-Padova.
AmoreAmore.

sabato 24 luglio 2010

Carta Washi

Che la felicità, mi dicono,
è una piega mentale.
Ed io sono, mentalmente mi dico,
un origami.

venerdì 23 luglio 2010

Forse sulla luna a bere un caffè

A voler fare un ritratto pieno e completo di Xisto, come uomo o solo come ragazzo,
proprio non ci si riesce.
E' un abbozzo di un disegno coloratissimo, che mi resta sempre incompleto, da fare due passi indietro con la testa inclinata e cercare di non tenere la bocca storta.
Per me lui è un po' come i libri di Proust, che lascio sempre sul tavolino dopo poche pagine, senza aver assaggiato le Madeleine. E poi, come con i biscotti dell'infanzia, basta una canzone imprevedibile in un momento da riempire, e mi ritrovo sulla strada di Xisto, o meglio,  nel suo appartamento.

giovedì 22 luglio 2010

Bellepoque

La nonna di Nora ci guarda
e tra il compiaciuto ed il retorico
osserva che
è proprio un'altra epica.

martedì 20 luglio 2010

La differenza sta

In questa casa non è mai stata cambiata la disposizione dei mobili.
Gli oggetti hanno le stesse ombre da venticinque anni.
Non sembrano dispiaciuti.

      ( Riveliamo però sottovoce che di norma, sì,
si notarono pieghe nel tappeto,
vasi  in bilico, bottiglie inclinate nel piano bar.
       Trattasi di
Ansia di conoscere lo schianto e il pavimento?
Piccole scosse verso un nuovissimo raggio di sole trasversale?
Terre_moto di ribellione?
Passaggio transizionale da oggetto di uso comune a coccio artistico 
peggio, a materia prima per la differenziata?

      E ancora, è necessario rompersi per differenziarsi? )

lunedì 19 luglio 2010

Danni fa

Tuya indossa un vestito vecchio, ma non molto, solo di un anno.
Poi si specchia piano.
Ricorda qualche fotografia appena più in là,
e nel colore acceso e nell'odore incastrato
ritrova la luna bassa, un colpo all'anima.
Si rivede esterna seduta su un letto,e parole vuote, e parole riempite.

Il futuro adesso l'immagina
profumato e verde
come un abito nuovo.

Spioncino

Certe volte ci si siede insieme in balcone, a guardare il mare della mattina, a bere il caffè caldo amaro.  E' un momento muto ed esclusivo, anche mia madre entra in casa per non essere di troppo.
Un rituale silenzioso, di gesti piccoli ed indentici, perchè non vadano persi.
Al tramonto invece mi porta sugli scogli,  per vedere come si raccoglie il sale nelle pozze asciutte, per annusare il mare morto delle alghe secche. Sulla spiaggia scavare piccole buche e raccogliere vermi marroni.
Qualche foto controluce a trascinarmi distratta, che mi vede dentro e non mi conosce ancora.
Per questo, se mi guarda dritta negli occhi, il mio sguardo è obliquo e di superficie.
Per questo, a guardarmi negli occhi, lo fa con l'obiettivo.

martedì 13 luglio 2010

Sulla neve

Rachele ha conosciuto Biagio per strada, mentre lui si sfilava i pantaloni neri da mimo.
Biagio ha riconosciuto Rachele dal maglione viola, sul treno che va a Venezia ,
le ha detto che avrebbe fatto l'amore con lei sulla neve viola.
Ha annotato sul suo taccuino
Rachele Pavan
Via Guidi, int.6
35100
Padova (Pd)

Adesso Rachele è a gambe incrociate sul letto,
non ha mai visto Agrigento,
ed ha tra le dita una puntina da disegno.
Preme su un foglio di compensato per fissare il telegramma

Rachele
Richiedesi in moglie
Acconsentire per festa grande
tris di primi 
nipoti
che ascoltano attenti.

Ridi pagliaccio

L'immagine più bella di questo periodo
è l'ombra nera della morte con la falce in mano
e sul viso un naso da clown
con la luce intermittente.

E allora mi son comprata il naso rosso,
un naso un euro.
E un panino alla porchetta
e una birra media tre euro.
La falce e l'ombra nera dueeuroecinquanta.

martedì 6 luglio 2010

Sulla fiducia nel cuore

'non rincorrere le insidie esteriori,
non ti crogiolare nel vuoto interiore;
sii sereno nell'unità delle cose,
e il dualismo svanirà da solo.'

Io la mia tesi la inizio con una citazione di Paolo Nori,
mica con queste cose zen.

venerdì 2 luglio 2010

Ingelsata

Dietro il Parco Fenice si trova una scaletta di terra,
con del legno che ti ricorda cos'è un gradino.
Quei cinque passi in salita
portano ad un albero di gelsi bianchi.
E i gelsi bianchi sono neri, e si mangiano dall'albero.

Annì

Suzanne è una ragazza belga, di quelle con gli occhi acquosi, che metterebbero le bombe nelle edicole con un sorriso limpido. E' seduta in giardino, sulla panca di legno, di spalle, mentre scrive la sua tesi in francese.
La chiamo decisa con una voce vicina.
Vedo le sue ossicina di ranocchietta saltare sul legno,
provo dispiacere per averla disturbata con una pronuncia così diversa,
per quel movimento dei muscoli stretti appiccicati alle ossa.

giovedì 1 luglio 2010

Rifondamento Comunista

'...e vi regaliamo anche questo Lambrusco!'

'Ma avreste un tappo per chiuderlo?'

'No, il tappo è un concetto medioborghese.'