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Lhasa da Sola

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lunedì 7 febbraio 2011

Diet coke

La cena con gli sconosciuti, intorno ad un tavolo ovale. Il padrone di casa non sta bene,
se ne accorgono tutti nonostante non ci sia neanche un silenzio o le posate.
E' nervoso e sorridente, ha una presenza fisica intensa e sofferente che distogli lo sguardo ogni volta, infastidita dal dolore translucido nella pelle, tipo sudore.
Le spalle larghe un po' piegate, la frenesia della donna delle pulizie.
 Racconta che ha perso dieci chili andando dalla psicologa, sbaglia una dozzina di volte, insiste nel suo lapsus, che una psicologa serve a tutti per avere un'alimentazione più equilibrata.
E nessuno lo corregge, tutti constatano quanti chili persi e ridono delle sue battute.
La scena è quasi repellente, si parla forte con una radio del digitale terrestre in sottofondo, qualcuno sguscia via prima del dolce, gli altri rimangono seduti di peso senza un'osservazione inopportuna. Credo che non volesse ospiti a cena, o forse sì e intensamente.
Quest'uomo ci avvolge tutti piano piano, gli occhi in giù, il frigo con i formaggi acidi,
gli ovetti kinder,
anche noi aggiungiamo una nota ( la minore immagino) a questa solitudine atletica.
Da scuotergli la testa e cercare qualcosa negli occhi acquosi,
tipo le palle da biliardo con dentro risposte generiche per domande specifiche.

Ecco, questa pena appiccicosa 
non si lava via
neanche nella doccia della piscina.

2 commenti:

  1. Solitudini atletiche, se scrivi un libro questo mettilo almeno nel sottotitolo.

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  2. mi si e' fermata la digestione a leggere 'sto post ...

    e la psicologa come e' ridotta ?

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