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Lhasa da Sola

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martedì 16 febbraio 2010

Il torto, subito.

I fari puntati a sottolineare la sagoma, quella manciata di cromosomi che ha preso dal padre.
Cristiano De Andrè può anche non essere lui, e a falcate ampie e sicure fare ondeggiare i capelli in quel modo così familiare. Ed un sacco di persone a lui sconosciute, sconosciute quasi tutte tra di loro, che si alzano in piedi ed intonano l'amore che strappa i capelli è perduto ormai.
Immensa partecipazione per quella massa liquida di singole entità, in cui ognuno ha fatto esperienza dell'amore che strappa i capelli e di quello che non li strappa più o che non te ne ha neanche torto uno. Io sono la singola e sono la liquida, vi guardo tutti e mi aggrappo alla vostra gola timida che si accorda con gli strumenti del palco, se solo vi siete emozionati per A cimma.
Se solo avete bisogno di specchiarvi in un tegamino.

2 commenti:

  1. chissà perchè noi stiamo sempre dalla parte del torto, che però per noi è assoluta ragione. il torto che diventa dogma, per un periodo più o meno lungo, fin quando non vedi la massa e le voci che ti indicano, che ti destano, ehe ti strappano i capelli solo per dirti che stai sbagliando! io non lo vedo quasi mai l'errore, anche se "sono saggia", sarà che non mi hanno mai torto un capello, tolto un cappello, tonto in tondo. come uovo sodo che danza in un tegamino.

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  2. OT: grazie. Con la tua citazione mi hai riportato alla mente una canzone bellissima che da troppo tempo ignoravo. Pensarla è stato quasi come ascoltarla per la prima volta!

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