Ti ho sognato diverso, un po' posseduto,
un po' annerito.
Zoppo, vecchio e spietato,
parlavi per frasi brevi, gli occhi gravi.
Ti appoggiavi ad un treppiedi
(il treppiedi mi spaventava moltissimo)
ed ogni passo mosso tradiva la sufficenza
che mi riservavi.
Eri duro e solido,
ed ho pensato che ti avrei amato anche così,
che mi veniva dalla pancia questa dedizione
della fine.
Allora ti ho chiesto di prendermi e farmi l'amore,
mi hai rovesciato la testa a lato
e mi sono innamorata della tua mano adulta e ferma.
Io ti amo per il tuo nome,
anche se diventasse spietato e zoppo,
io ti amo per quella elle
incastrata tra due i,
ili, che
sembra un uomo
in mezzo ai gendarmi.
Ci vediamo in settembre
3 giorni fa

