Lhasa da Sola

I-pod in fondo alla pagina.





venerdì 2 dicembre 2011

Una storia.

Desidero avere 12 strati di foglie sotto agli stivali.

Tu che non hai mai raccolto ossi di seppia,
non mi parlare neanche.

domenica 25 settembre 2011

RaiSport1

L'eleganza di quella palla rossa che rotola,
il corpo che si piega, le clavette parallele alle clavicole,
i cerchi concentrici che poi tornano indietro.

Quando guardo la danza artistica e vedo quell'ordine,
quell'ordine lo vorrei nella mia testa.

Fall

Si sta come
d'autunno
l'autunno.

domenica 4 settembre 2011

Sing a song

Se non ti guardi allo specchio
non sei sempre diverso,
non sei sempre diverso
resti solo con me.

mercoledì 24 agosto 2011

Guardare più volte.

A costo di sembrare bigotta,
di essere stonata o fuori tempo,
una nota di tromba fuori dai fiati dei Beirut,
Marta odia la pornografia,
almeno quando non la riguarda.

sabato 6 agosto 2011

Piantina

Continuo a dimenticare la mia terra.

E poi, quando scorre sul finestrino,
come in quei treni che non fanno ritorno
ed ogni scena e luce muore e non più,
torna in mente come un'offesa,
come quei sogni che dimentichi
e poi li risogni e poi li dimentichi,
ma tornano in tondo.

La mia terra è un sogno concentrico,
la mia terra si pianta tra le piante.

giovedì 4 agosto 2011

Come i piccioni, o i cattolici.

Mi importa davvero poco di crescere. O che qualcuno mi insegni delle cose interessanti e vendibili.
Che mi parli delle sue, di cose. Non me ne importa nulla, davvero.

Mi importa guardare in silenzio Manhattan, con lui, con lei,
non importa neanche il sesso,
importa che sia un riflesso.
Un riflesso vivo, autonomo, certo. Non è più questione di vanità.
Ci sarebbero i tempi giusti, nessun fastidio
per una posizione sgradevole,
prurito o dubbio.

Come una che non ha bisogno,
voglio stare come una che non insegna niente,
perchè quando insegni diventa tutto sporco e teso,
difendere confini, fare passaporti.

sabato 9 luglio 2011

Di tutto un po'

Ci aggiriamo nudi per casa,
un po' perchè è caldo,
un po' per quella sensazione di essere
un po' Adamo e un po' Eva,

capaci di fare i miracoli
come
ridare la vista ad un vincolo
cieco.

venerdì 1 luglio 2011

Records

Aineki è un nome femminile giamaicano.
Lei di notte fa pensieri tubolari,
come
assomigli a tanta gente
eppure non mi ricordi nessuno.

mercoledì 22 giugno 2011

Laura magistrale.

C'era una mia amica che ogni tanto ci penso
e mi dico eppure non l'ho più sentita Laura.

Laura eravamo così amiche,
eppure un giorno devo risentirla Laura.
E mi torna in mente Laura e com'ero io con lei,
con gli occhialetti tondi che abbiamo fatto le medie.
Soprattutto ho due ricordi di Laura,
anche se siamo state amiche per otto anni,
due ricordi che ogni volta che ci penso mi dico
eppure Laura un giorno dobbiamo risentirci.

lunedì 20 giugno 2011

e-brezza

Mici, mici,mici,mici.
Mici micimicimicimici.

La nonna diceva Micimici
e intanto sbatteva il cucchiaio sulla ciotola.
Ecco,
io ho creduto per un sacco di tempo
che fosse un richiamo universale
e che a dire
micimicimicimici
arrivasse a strusciarsi sulle caviglie
qualsiasi gatto,
anche il più malfidente.

Come i topi col flauto,
solo che essendoci i gatti
di topi proprio non se ne vedevano.

giovedì 16 giugno 2011

Gelosia (1)

Sono così gelosa di te
che non ti permetterei di fare una pulizia del viso
da un'estetista, magari specializzata in tale operazione.

Ecco, chissà un giorno volessi sottoporti al trattamento
tieni da conto che sono gelosa dei tuoi pori
e mi infastidisce l'idea di vederli vaporizzati, dilatati,
idratati, trastullati, scavicchiati ed infine spremuti
da dita sottili, coronate da manicure fresca di giornata.
Immagino la biondamora specialista della pelle
che siede nel negozio French Nail, quello con le vetrate
che si vedono le signorine dietro ad un tavolo
che limano per interminabili ore
interminabili unghie.
Il French Nail si trova proprio accanto
a quel ristorante del mezzogiorno,
dove pranzavamo insieme
prima che ti venisse in mente di fare le pulizie sulla pelle.
E tutto allora sarebbe irrimediabilmente perduto.

mercoledì 15 giugno 2011

Mostre

Afia indossa dei sandali scuri, tutti intrecciati.

Tocca con il piede il selciato del vicolo
e l'abbraccia l'aria molle di giugno,
l'odore quieto di pastina con l'olio.
Le si spacca qualcosa ad altezza sterno,
come un moscone che sbatte sul vetro,
e deve anche ammetterlo,
si è mosso il morto che porta dentro.

Inizia a camminare a passi lunghi,
la gola chiusa e gli occhi aperti,
non ha nemmeno la forza per battere il pesto.

giovedì 9 giugno 2011

Medeo

Io vorrei un cane da portare in giro a quest'ora della sera.

Metterei la felpa grigia, quella tutta zip e cappuccio
e fumerei sopra alla passeggiata mia con il cane tutto olfatto.
Come quando c'era Minghi che cantava al Santo
ed io fumavo mentre lui diceva a Serenella che
l'ascolteranno gli americani, che proprio ieri sono andati via,
e mi è sembrato un momento che me lo sarei ricordato
durante la passeggiata con il cane,
io che ascolto Minghi guardandomi attorno.

Ed il cane avrebbe il naso bagnatissimo,
ed io il cappuccio tirato su.

mercoledì 1 giugno 2011

mercoledì 25 maggio 2011

Gate 18

Claudine ieri notte mi ha riaccompagnata a casa in auto.
Una grande rotonda, una circonvallazione, una curva normale.
Poi lei continua così:
'Mi ricordo quando ero senza corpo.
Se nessuno ti abbraccia, sfiora,
o stringe il collo,
o tasta un quadricipite
allora hai la sensazione che non esista niente.
Hai un corpo aereo.'

Ma io non mi imbarco
mica
in queste cose.

venerdì 20 maggio 2011

Plasticità

Se mai mi capiterà di morire, tutto di me sarà morto.
Se mai capitasse, dico.
Avrò lo smalto morto, i capelli morti, la mano morta ed il viso smorto.
Non avrò desiderio e prurito, o forse sì
e non saprò come grattarmi perchè avrò i muscoli rigorosamente morti.

La plastica invece mi sopravviverà per centinaia di anni.
Sarà ancora vivo il cestino con cui faccio la spesa,
il sacchetto dell'immondizia, la barbie nera
e la ciotolina gialla che tenevo in mano da piccola
se mi veniva da vomitare in auto
nella strada per il mare.

Sul fondo della ciotolina gialla c'era
gatto silvestro,
che io adesso quando lo vedo
mi viene il mal d'auto uguale.

giovedì 19 maggio 2011

Dreadlock at me

Elisabetta, per un periodo ho avuto un dread piccolo e storto.
Era uno, accampato dietro all'orecchio sinistro.
Lo sistemavo con un ago da uncinetto,
aveva un nome proprio e teneva anche compagnia,
soprattutto nelle sere in cui sei da sola
in un posto dove gli altri stanno insieme.
Poi l'ho tagliato, insieme ad un sacco di altri capelli,
ed è finito in uno scatolone, insieme alle lettere
e ad un origami verde a forma di fiore.

Adesso che ti volti e giri gli angoli,
mi saluta il tuo piccolo dread sottile e dritto
come un orecchino che porti a sinistra
e mi chiedi se mi piace
che ha un nome proprio
e ci tiene compagnia.

martedì 17 maggio 2011

Le ragazze ritornano in tram

Per un sacco di scale,
e per un sacco di persone
c'erano le parole giuste di una canzone.
E da dietro a una porta sento uno che sale.
Ma si ferma due piani più giù,
 è un peccato davvero,
 ma io già lo sapevo,
che comunque non potevi esser tu.

Invece stendo le braghe bagnate in giardino
e sento la porta,
e sento uno che sale
e non ci sono canzoni vecchie,
ci sei tu in ossa e barba.

E se dormi, che dormi,
e che sogni che fai.

lunedì 16 maggio 2011

Le tali

Sabato sera sono scivolata piano alla Mela.
Da sola, con un vestito che serviva proprio a scivolare.
Mi sono seduta sulla mia sedia preferita ed ho ascoltato i Saluti da Saturno.
Per tutte le note ho guardato alla mia destra o davanti a me, pochissimo alla mia sinistra.
C'era gente felice, ci si poteva emozionare,
c'era un cane che abbaiava dolce.
E mi sono anche chiesta se siamo proprio tutti fatti male,
che sentiamo la distanza fisica e il vestito sbagliato.
Poi sono tornata a casa, e sul ponte c'era quell'odore di magnolia,
quello che mi riporta indietro ogni volta,
che ogni volta pedalo più lenta
che è una cosa intima e quasi dell'infanzia,
ogni volta,
già dalla prima.